Calatrava: per Stefano Zecchi il ponte è rovinato dall’ovovia

Il botto di capodanno arriva dal prof. Stefano Zecchi, docente di estetica molto conosciuto anche per le sue apparizioni televisive. Quanto sotto riportato mi fa pensare se all’interno della formazione erogata agli studenti con l’estetica sia presente il “design for all”, o se siamo ancora al periodo ellenico in cui la bellezza deve stare al di sopra di tutto.

VENEZIA. Il ponte di Calatrava? «Un’opera d’arte di grande bellezza che i veneziani stanno rovinando». Lo ha detto Stefano Zecchi, ordinario di Estetica all’Università di Milano, a «Cortina Incontra». «Il ponte di Calatrava – ha detto Zecchi – è un’opera d’arte, ma i miei concittadini si sono accorti che non ci sono le strutture per portare gli handicappati, come se in tutti gli altri ponti del mondo ve ne fossero.
Così, sotto la struttura – accusa Zecchi – stanno facendo una cosa orribile. Una porcheria, una specie di funicolare. A mio parere, sarebbe molto meglio dare un motoscafo a tutti gli handicappati d’Europa che intendono passare per Venezia».

Queste dichiarazioni però dimostrano un po’ di ignoranza in materia e lo inviterei a leggere (e studiare) le normative relative alle barriere architettoniche, uscendo un po’ dal mondo dell’estetica e avvicinandosi maggiormente al mondo reale. Che si possa essere d’accordo che l’ovovia è una porcheria (ovvero che il ponte doveva essere reso accessibile sin dalla sua nascita) è una cosa, ma negare il diritto al passaggio proponendo il vaporetto è dimostrazione di ignoranza – quantomeno – nella materia di “design for all”, abbattimento delle barriere architettoniche e soprattutto in materia di civiltà.

Calatrava: ora è un simbolo anche per la Regione Veneto

E con il Natale dentro i pacchi regalo è arrivato un depliant della Regione Veneto dove viene considerato addirittura uno dei simboli dell’innovazione.

[…] diventato addirittura il simbolo utilizzato dalla giunta regionale per illustrare le opere pubbliche del «territorio, ambiente e infrastrutture». E’ stato distribuito ieri con i quotidiani veneziani un opuscolo a colori che illustra il bilancio sociale 2007 della Regione. «Veneto, terra di grandi risorse», il titolo. Introduzione del presidente Giancarlo Galan e dell’assessore al Bilancio Isi Coppola. Così, nella parte dedicata a «interventi e investimenti per un Veneto protagonista», accanto a cifre e foto di grandi opere regionali come il Pasante e il nuovo Ospedale di Mestre, ecco una foto a tutta pagina dell’arco rosso del ponte di Calatrava. «Esprimo particolare soddisfazione», commenta l’a ssessore ai Lavori pubblici del Comune Mara Rumiz (in foto con l’a rchitetto Calatrava), non senza una punta di ironia, «per questa scelta, che documenta l’alta qualità artistica del ponte, oltre che la sua importanza riconosciuta nel sistema della mobilità urbana». «Sono lieta», continua l’assessore, «che la Regione abbia così voluto condividere l’importante risultato raggiunto dal Comune con questa nuova opera. Un così significativo riconoscimento contribuirà sicuramente a un più sereno giudizio sull’opera».

E intanto sono tutti in attesa della promessa azione giudiziaria per pugno della FISH: che il 2009 ci porterà questa ventata di giustizia?

Calatrava: la memoria corta della Rumiz

Dalla Nuova Venezia di oggi.

Intanto, i cittadini iniziano a domandarsi con insistenza quando si potrà intravedere la fine dei lavori sulla tanto attesa ovovia per i disabili. «Proseguono, non saprei dire con esattezza quando sarà messa in funzione, dovrei controllare le carte che ho lasciato sul mio tavolo. Meglio se ci risentiamo in un giorno feriale», risponde Mara Rumiz alle 13.30 di ieri, domenica.
Quanto alla resina antiscivolo da posare sui gradini: «Stanno aspettando la prima giornata asciutta». Se, però, è tanto normale cadere e ferirsi sui ponti veneziani, viene anche da chiedersi perché la posa della resina riguardi solo il gioiello di Calatrava.

Calatrava: ennesima caduta

Si apprende oggi da TG COM quanto segue.

Una donna, scivolata sul nuovo ponte della Costituzione, in vetro, ideato da Santiago Calatrava, annuncia che citerà in giudizio il Comune di Venezia per chiedere i danni. Nella caduta, Rosa Simoncini, di Musile, veneziana, si era fratturata il viso ed era stata sottoposta a intervento chirurgico maxillofacciale all’ospedale di Mestre. Il sindaco Massimo Cacciari le avrebbe detto, davanti alle sue rimostranze, di non percorrere più il ponte.

L’esperienza dell’attraversamento del ponte della Costituzione, ideato da Santiago Calatrava, si era tradotto in una caduta con fratture al viso e ora Rosa Simoncini, di Musile (Venezia), annuncia che farà causa al Comune di Venezia per chiedere i danni. L’infortunata, che dopo la caduta, il 19 ottobre scorso, è stata sottoposta ad un intervento chirurgico maxillofacciale all’ospedale di Mestre, ha raccontato la sua storia a ‘La Nuova Venezia’. Tra l’altro, la donna racconta che dopo la caduta aveva incontrato il sindaco Massimo Cacciari e questi le avrebbe detto, davanti alle sue dimostranze, di non percorrere più il ponte.

Questa caduta si aggiunge alle molte altre, anche di miei amici e figli di amici per un ponte che ho passato ieri per la prima volta e che crea realmente un senso di vomito, non tanto per l’opera, quanto per l’effetto di sobbalzo che si ha al passaggio della gente…

Ma nella Nuova Venezia si legge meglio il dettaglio e la classica risposta cacciariana.

VENEZIA. Cade sul ponte di Calatrava, annuncia causa al Comune. Rosa Simoncini, 48 anni di Musile non dimenticherà facilmente quel 19 ottobre quando, verso le 19.40, assieme alle amiche Federica Deirossi e Donatella Ambrosin, è divenuta l’ennesima «vittima» del ponte veneziano. Una caduta che le è costata 5 fratture al viso e un’operazione maxillo-facciale con tanto di placca allo zigomo destro.
Proprio in quel momento, quando si è rivolta a un bar di piazzale Roma per chiedere del ghiaccio, è passato il sindaco Cacciari. Alle sue rimostranze sul ponte, le ha risposto: «La prossima volta faccia a meno di percorrerlo». Rosa adesso chiederà un risarcimento dei danni.
Erano le 19.40 circa quando le tre amiche hanno percorso il ponte per dirigersi verso un ristorante in centro. La prima a cadere è stata Rosa, poi Federica è barcollata e anche Donatella, ma loro non sono cadute. Rosa invece è rimasta sdraiata a pancia in giù, immobile. «Sono letteralmente volata sul ponte – racconta – ricordo che non c’era illuminazione, non un lampione acceso neanche sul marciapiede e tutto il tratto fino alla stazione del treno. Sono caduta alla sommità, sul vetro, da dove non si vedono gli scalini. Sono praticamente planata con la faccia su un gradino: 3 botte in testa per fortuna senza conseguenze, 5 fratture al viso. Ho subito un intervento chirurgico maxillofacciale all’ospedale dell’Angelo, con riassestamento dello zigomo e applicazione di una placca alla mascella. Pensavamo che alla stazione ci fosse almeno una farmacia. Niente. La polizia della stazione non poteva farci entrare perché aveva degli arresti. Allora siamo tornate a San Donà, per andare al pronto soccorso, fermandoci prima in un piccolo bar a chiedere del ghiaccio». E qui si inserisce l’episodio del sindaco. «Sedute al bar – ricorda Rosa – abbiamo visto il sindaco passarci davanti. Gentilmente, l’ho fermato. Mi presento e gli dico che sono appena caduta sul ponte. Non finisco la frase e mi risponde: “E allora?”. Ci resto male e rispondo: “Allora vedrò cosa mi sono fatta, ma l’ho fermata per dirle che è pericoloso perché completamente al buio, in parecchi inciampavano o si attaccavano al corrimano”. La La sua risposta è stata: “Stia più attenta, io l’ho fatto un centinaio di volte. Lei faccia meno di farlo”. Ha girato le spalle e se ne è andato. Tutto questo sotto gli occhi delle mie amiche e di alcuni clienti del bar, rimasti attoniti». Adesso Rosa sta un po’ meglio, ma i danni subiti sono gravi e con il suo legale chiede un risarcimento. Il Comune le ha già chiesto le foto di quella serata scattate con i telefonini.
«A Venezia ci vado spesso – conclude Rosa – e non sono mai caduta da un ponte, parlo di quelli seri. Comunque da quel giorno non sono più andata a Venezia e non ho più intenzione di passare per il ponte di Calatrava perché ho paura».

Calatrava: domani protesta il Meda

Notizia di oggi, tratta da La Nuova Venezia.

Il ponte continua così a far parlare di sé, a 48 ore dall’ennesima, rovinosa caduta di un passante: questa volta è stata una turista americana a finire all’ospedale con una lesione alla spalla, tratta in inganno dalla geometria dei gradini, al punto da non accorgersi della discesa. La futuribile struttura, percorsa ogni giorno da decine di migliaia di passanti, è per metà «incartata» dai lavori di allestimento della rotaia dell’ovovia per disabili: ma proprio da loro arriva una nuova protesta. Per domani, dalle 10 alle 14, il Movimento europeo diversamente abili (Meda) ha organizzato un appuntamento di protesta, proprio per lamentare il mancato abbattimento delle barriere architettoniche sul Ponte della Costituzione.
«Vogliamo dare voce ai diversamente abili che sono vittime di un’ingiustizia in Italia ancora troppo trascurata», dice Pierpaolo Foti, presidente del Meda, «si sarebbe dovuto pensare alla nostra categoria all’interno del progetto stesso, prima della costruzione».